The Blair Witch Project, la vera storia della strega di Blair.

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La vera storia della strega di Blair, l’inquietante pellicola uscita al cinema negli anni 90.

Quando l’immaginazione supera la realtà:

Spesso il cinema in particolare quello horror, trae le sue storie da fatti realmente accaduti o da persone realmente esistite, come nel caso di una misteriosa e inquietante pellicola uscita al cinema negli anni 90: “The Blair Witch Project” che pare sia proceduto da avvenimenti realmente accaduti.

La vera storia della strega di Blair The Blair Witch Project
The Blair Witch Project

Vi narriamo di un fitto bosco in cui aleggiano leggende di storie antiche…

Nel diciottesimo secolo negli Stati Uniti, immersa nelle radure rigogliose del Maryland, nella black Hills Forrest, vi era un villaggio abbastanza pacifico di nome Blair.

In una zona piuttosto isolata nei boschi, abitava una donna anziana solitaria di origine Irlandesi di nome Elly Kedward che viveva di ciò che le offriva la terra e conosceva i segreti più oscuri delle piante medicinali e delle loro capacità curative.

Un giorno nel 1785 dei bambini raccontarono ai loro genitori che mentre giocavano ai margini del villaggio furono avvicinati da una donna, che con la scusa di suonare loro una dolce melodia, li ha attirati e portati nella sua abitazione, togliendo loro del sangue con degli strani strumenti.

All’epoca le paure e le superstizioni per le streghe portarono tutti gli abitanti a condannare senza processo la donna di stregoneria. Elly Kedward fu picchiata, legata al carretto, e lasciata morire congelata nelle profondità del bosco in una notte molto fredda.

Da quel momento tutto cambiò…

L’anno successivo alla sua morte, misteriosamente sparirono dal nulla i sette bambini che l’avevano accusata e non furono più trovati. Questo evento alimentò la credenza degli abitanti del villaggio che realmente la donna fosse una strega e che ormai una terribile maledizione si fosse abbattuta sulle loro vite, così abbandonarono il posto.

Per quasi 40 anni rimase un villaggio fantasma, finché nel 1824 venne rinnovato da un proprietario terriero di nome Harry Burkitt e poco dopo fondata la cittadina di Burkittsville. Nell’anno successivo alla popolazione del villaggio, alcuni strani eventi si verificarono: ricominciarono le sparizioni.

Durante una piccola festa per il primo anniversario della rifondazione del paese, una bambina di nome Eileen Treacle di 10 anni, giocava sulla riva del fiume, quando all’improvviso, tra gli sguardi increduli di alcuni presenti, fu afferrata e tirata giù nel fiume da una grande mano pallida. Nonostante la scarsa profondità delle acque il suo corpo non fu mai ritrovato. Ma questo fu solo l’inizio.

Nel 1886 una bambina, di nome Robin Weaver, scomparve nel bosco mentre raccoglieva delle castagne con la madre. Si diede l’allarme e partì subito una squadra di soccorritori per ritrovarla, ma non fecero più rientro.

Il giorno successivo inspiegabilmente Robin tornò a casa da sola e raccontò di essere stata attratta e presa per mano da una strana signora anziana, che sembrava non toccasse mai i piedi per terra, e portata in un’abitazione in fondo al bosco. L’anziana le disse di aspettare lì mentre lei si sarebbe assentata per un breve periodo ma Robin spaventata riuscì a scappare e ritornare in città.

Una settimana dopo un gruppo di ricerca si mobilitò a Coffin Rock e furono ritrovati nei pressi della “bara rocciosa”, i cadaveri dei componenti della squadra scomparsa; i corpi erano legati e presentavano delle strane incisioni sul volto.

La squadra ritornò al villaggio ad informare lo sceriffo che partì subito con il suo gruppo armato, ma quando arrivarono sul posto furono sorpresi: al posto dei corpi trovarono degli inquietanti cumuli di pietre.

Da allora nel paese si diede la massima allerta e furono organizzate delle squadre speciali per proteggere i confini così da non far allontanare nessuno nel bosco. La situazione restò calma fino al novembre del 1940 quando a Burkittsville, nel giro di alcuni mesi sparirono ben otto bambini per via di una mano oscura. Le ricerche della polizia si estesero in tutto il territorio ma dei bambini non vi fu traccia.

Nel 1941 Rustin Parr si costituì volontariamente alle autorità, dicendo loro che il suo compito era finito e confessando sarebbe stato libero. Confessò i suoi crimini raccontando una storia singolare: ogni bambino era stato ritualmente ucciso e sventrato. Parr ammise tutto nei minimi dettagli, raccontando alle autorità di averlo fatto per volontà del “fantasma di una donna anziana” che si aggirava nei boschi vicino la sua casa.
Raccontò di aver rapito i bambini due a due e di averli portati nella sua cantina, costringendo uno a girarsi faccia al muro mentre uccideva l’altro. Dopo un’irruzione della polizia nella sua casa isolata nei boschi, vennero ritrovati i corpi dei sette bambini scomparsi nella cantina ed un grande libro misterioso con disegni e scritture indecifrabili. Fu condannato e impiccato nel novembre di quello stesso anno.

Da quel giorno cessarono le sparizioni e si cerò di dimenticare quelle tristi vicende tornando negli anni ad una nuova normalità.

Quasi 60 anni dopo, nel 1999, la storia della strega di Blair è divenuta famosissima grazie ad un film innovativo, una fusione tra documentario amatoriale e l’horror movie, un found footage che diventò celebre per il suo essere particolarmente angosciante.

The Blair Witch Project racconta la storia di tre studenti che improvvisamente svaniscono.
Tutto ciò che viene recuperato sono “found footage”, nastri di un documentario che i ragazzi stavano registrando. Il film è presentato agli spettatori come un documentario di quello che è accaduto loro prima della scomparsa. Quello che vediamo è il frutto delle loro riprese ritrovate e tutto viene fatto passare per vero, come fatti realmente accaduti.

A differenza di quanto molti pensino, The Blair Witch Project NON è basato su una storia vera o su fatti realmente accaduti. L’alone di mistero che circondava il film fu dato dalla potente campagna pubblicitaria, un marketing davvero originale. Bisogna ricordarsi che stiamo nel 1999, Facebook ancora non esiste e la comunicazione “social” ancora non era stata inventata. In realtà prima che uscisse la pellicola, vennero realizzati due documentari e spacciati come eventi storici reali, ciò avalla l’idea che tutta la storia della scomparsa dei ragazzi ed il ritorno della strega di Blair sia il frutto di un’ottima campagna di marketing per vendere il film in anni in cui internet non era ancora alla portata di tutti.

E tu che cosa ne pensi?

Conoscevi la storia della Strega di Blair?

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